febbraio 26, 2008

Pane al pane!







E' la mia quarta produzione. Si può migliorare (sempre si può), ma sono molto soddisfatto. E' buonissimo e questa volta ho usato farina di grano duro di Altamura. Ho seguito a grandi linee i consigli dei vari blog che ho aggiunto a preferiti poichè fonte di ispirazione. Sono felicissimo. Pensavo che fare il pane fosse un'impresa astronomica, e in effetti ci vuole pazienza e abnegazione, tuttavia non è come inventare la legge sulla relatività. Sono sempre e solo delle ricette di cucina! Quindi basta tirarsela inutilmente...
Baci.




febbraio 14, 2008

Mise en place di San Valentino




Per San Valentino ho ideato questa mise en place giocata sui toni del rosso: runner di raso al centro del tavolo rettangolare come base e nastro dello stesso materiale per avvolgere la composizione anch'essa rettangolare (la spugna usata dai fiorai incastrata dentro la rete per polli a formare un salame e poi ricoperta di cellophane onde evitare che l'acqua della spugna possa bagnare la tovaglia...). Al centro tre fili verdi contorti a spirale per dare un po' di movimento e slancio in verticale e un fiocco fatto con 5 foglie sotto le quali vengono posizionate delle gerbere anch'esse di color rosso scuro. Dal centro verso l'esterno fragoloni si alternano a pomodorini ciliegia. Per riempire i buchi si utilizza della verzura a foglie piccole che verranno adagiate distrattamente sul runner così come disordinatamente verranno disposti petali di rosa di color vermiglio scuro artificiali comprati a Ikea!

febbraio 12, 2008

Madame Augier e il Negresco

Entrare in un tempio, in un monumento, in un museo-hotel come viene definito il Negresco, è un'esperienza irripetibile. Non avrei mai pensato di poterlo fare fino a quando non si è organizzata una visita durante lo scambio con l'istituto alberghiero "Paul Valery" di Mentone. Ho, di fatto, accompagnato 5 allievi- fortunati- vincitori di un viaggio-premio (i parametri di scelta spaziavano dalla conoscenza del francese alla possibilità di ospitare i loro corrispettivi compagni francesi) in Costa Azzurra.

Che il Negresco fosse uno degli alberghi più belli e famosi del mondo lo sapevo già. Che fosse però uno scrigno di tesori e di opere d'arte mi era del tutto sconosciuto. Come, ad esempio, il ritratto di Luigi XIV, le roi soleil, (che domina la sala Versailles, imperioso, ancora a distanza di secoli e che è poi quello che tutti noi conosciamo per averlo visto in effige mille volte sui libri di storia...) è secondo come importanza solo a quello conservato al Louvre. Tanto per gradire. Senza parlare delle varie opere a firma Picasso, Jean Cocteau, Renoir...o dell'immenso camino in pietra che sovrasta l'intera parete destra della sala Versailles, "trafugato" da un castello antico dalla signora Augier nel suo costante peregrinare alla ricerca di oggetti antichi: un vera e propria mecenate dell'arte per passione.
L'albergo fu creato da Henri Negresco, un rumeno nato a Bucarest nel 1868, che all'età di 16 anni lascio la sua citta natale per lavorare a Parigi, a Monaco e infine a Nizza raggiungendo il grado di direttore di ristorante del Casinò Municipale. Divenuto famoso e conosciuto dalle teste coranate di mezzo mondo, dall'élite finanziaria (i Rockfeller, i Vanderbildt, i Singer) sognava di costruire un palazzo di lusso e pieno di confort in quel di Nizza per i suoi affezionati e ricchi clienti in un paradiso come la Costa Azzurra. Archittetti conosciuti della Belle Epoque progettarono e costruirono questo mastodontico edificio e anche Gustave Eiffel ci mise lo zampino realizzando la cupola di vetro del grande salone centrale. Seguirono anni di abnegazione e di duro lavoro, tant'è che l'inaugurazione avvenuta nel 1913 fu un successo trionfale; da tutto il mondo volevano assistere all'avvenimento mondano dell'anno. I fasti durarono un batter di mani: l'anno dopo scoppiò la guerra e il sito fu trasformato in ospedale ed Henri Negresco si dovette rendere conto che il suo progetto era fallito e che il suo sogno stava tramontando. La storica clientela lo abbandonò ed egli andò in rovina per sempre. Inevitabilmente, col suo castello. Morì nel 1920 all'età di 52 anni. Solo nel 1957 le sorti del Negresco si risollevarono ritrovando la gloria del passato grazie all'opera attenta dei coniugi Augier. Nel 1974 viene classificato "Monumento Storico" dal governo francese.
La vera artefice del rinovellato splendore è stata ed è sicuramente ancora l'attuale presidente-direttore generale, Madame Jeanne Augier alla quale si deve la meticolosa operazione di decorazione, della scelta certosina dei materiali, la ricerca puntigliosa di boiserie antiche, di pezzi di antiquariato, di pezzi unici insomma e di altissimo valore. Dopo la morte del marito Paul nel 1995, Jeanne rimase l'unica (non avendo eredi) al comando dell'azienda fino ad oggi. Fin qui è quanto il capo-ricevimento ci ha raccontato durante la visita. Questa signora iniziava ad affascinarmi così tanto che iniziai come, al mio solito, a fantasticare: donna che a 85 anni aveva conosciuto mezzo mondo, le personalità più importanti, straricca e sola...Tanto per fare un esempio si sa che misero piede nel mito dell'hotellerie la Regina Elisabetta II d'Inghilterra, Churchill, Chagall, Matisse, Picasso, Dalì, Cocteau, Monserrat Caballé, Louis Armstrong, Ton Curtis, James Dean, Marlon Brando, Catherine Deneuve, Edith Piaf, Cary Grant, Gary Cooper, Burt Lancaster, Alain Delon, Rodolfo Valentino, Marlene Dietrich, Elisabeth Taylor, Claudia Shiffer, John Travolta, Céline Dion, Pavarotti, David Bowie...
C'erano tre eleganti anziane signore sedute in uno dei tanti salottini sotto la cupola di vetro della grande sala, forse erano sue amiche e la stavano aspettando, sorseggiando del tè. Di lì a poco sarebbe scesa, pensai, imperiosa sulla sua sedia a rotelle; la immaginavo come l'anziana miliardaria americana interpretata da Bette Davis nel film "Lo scopone scientifico" con Alberto Sordi e Silvana Mangano, occhialoni scuri, perfetta con la mise en coiffe e manicure, rossetto e trucco carico ma raffinato, giro di perle d'ordinanza su tailleur Chanel. Sicuramente ancora chiama a raccolta tutti i capi servizio (avendo un ruolo decisamente attivo all'interno della sua azienda) i quali prendono ordini da questa lady di ferro. Tutto passa sotto il suo controllo, non le sfugge niente, deve essere severissima, "non si muove foglia che lei non voglia", pensai. Oppure trascorrerà le giornate in completa solitudine scambiando di tanto in tanto due chiacchiere con una badante, o guardando fuori dalla finestra della stanza nella cupola all'ultimo piano: uno dei più belli del mondo! Non se n'è mai voluta disfare dell'appartamento all'ultimo piano, e ha fatto bene. In effetti poteva creare suites che sarebbero state pagate una fortuna da chiunque, ma non l'ha mai fatto. Ha tenuto il piano più bello per sè, per viverci. Una donna tutta d'un pezzo: le è stato offerto da più parti di vendere il Negresco e non ha mai accettato. Sultani le hanno sottoposto assegni in bianco su cui non ha mai apposto la propria firma. Persino Bill Gates le ha offerto qualsiasi prezzo, ma nisba. E' notizia fresca di oggi del due di picche (un altro!) che il cretore di Microsoft si è preso anche da Yahoo!
Madame Augier è una donna piena di soldi e sola: non ha avuto figli e di conseguenza non ci sono eredi per l'immensa fortuna, per questo patrimonio inestimabile. Ci sarei io in effetti. Una piccola parte di quella eredità mi sistemerebbe per sempre. Mi veniva voglia di salire nelle sue stanze conoscerla, chiacchierare con lei, amarla perfino...
Invece niente, Jeanne (la chiamo già per nome come se la conoscessi da tempo...) sta preparando la propria morte stabilendo per filo e per segno le sue ultime volontà e soprattutto il destino del gioiellino della sua intera vita: il Negrescò, come si pronuncia in francese. Sembra che madame voglia lasciare tutto ad una fondazione francese (e niente a me!) la quale si occuperà del destino dell'hotel e tuttavia non potrà spostare neanche un fermacarte se non l'avrà deciso la signora Augier. Continuerà a comandare anche post-mortem! Apporrà bianco su nero, sul testamento, che quel quadro dovrà rimanere in quel posto e quella scultura in quell'altro. Tutto dovrà rimanere là dove lei l'ha sistemato, durante la sua intera esistenza.

febbraio 07, 2008

Invito a cena express


Un lunedì sera sono stato invitato a cena dal mio amico Michele, neuropsichiatra, e bravo cuoco. Era depresso e IO dovevo tirarlo sù di morale (gulp!). Si è offerto di passarmi a prendermi e di farmi una grigliata di pesce. Non potevo declinare. In quattro e quattr'otto mi ha messo in piedi una cenetta coi fiocchi: una mega-grigliata di trancio di pesce spada, polipetti, calamaro, gamberoni, carciofo, patata, zucchine, peperoni, cipollotti, melanzana. Il tutto annaffiato con del Cartizze ad accompagnare il meraviglioso piatto unico. Mise en place minimal-radical-chic ovvero tovagliette di carta color naturale (tipo carta da pane, quella utilissima per assorbire l'unto della frittura...), tovaglioli di carta rossi, bicchieroni con stelo passpartout tipo da Bordeaux per il vino spumante. Abbiamo visionato poi "Ragazze interrotte" (con Wynona Ryder, Angelina Jolie, Brittany Murphy e Whoopy Goldberg) lui per la prima volta, io per la ventesima. Un ripassino ci voleva però!

febbraio 04, 2008

Nevica!


(ore 16:00)

Ebbene sì. E' già più di un'ora che ha ripreso a nevicare a Torino. Ho fatto appena in tempo ad uscire da scuola verso l'una e trenta, pioveva in maniera fastidiosa, sapete quella pioggerellina che ti bagna pur non essendo un acquazzone? Tipo goccia cinese che buca la roccia...Sono salito in auto e nel giro di dieci minuti si è trasformata in grossi fiocchi di neve. Atmosfera ovattata da subito, ma anche auto in coda, pantano a terra e panico per le strade, clacson a tutto spiano, gente che usciva da lavoro per arrivare al più presto a casa sana e salva. Una catastrofe. Fuori stagione.








I funerali di Eath Ledger si svolgeranno in forma privata a Perth.

"R.I.P." è scritto un po' ovunque in rete. Si è detto e fatto molto a proposito: la chiesa battista americana secondo la quale "Dio odia i froci" ha minacciato azioni di protesta (sic!) durante il suo funerale, poichè l'attore si sarebbe macchiato della colpa indelebile e abominevole di recitare la parte di un ricchione. A parte il fatto che una religione dovrebbe professare l'amore e la tolleranza in luogo dell'odio e della guerra, trovo che sia subumano, sovraumano o extraumano far casino al funerale di chicchessia e di non aver rispetto neanche della morte. Questo sì, mi sembra un abominio. Ma lasciamo perdere che già solo il pensiero mi fa girare le interiora. Alcuni tabloid e programmi americani hanno annunciato (e mi sa che il video già gira su internet) riprese e immagini dell'attore australiano che tira coca e altri passatempi. A cosa servirà mi chiedo?

Da quando Heath è morto penso sempre cosa abbia potuto scatenare il suicidio. Se di questo si è trattato.

Si è scritto che potrebbe essere stato semplicemente un cattivo papà che ha lasciato una meravigliosa moglie e una tenerissima figlia per altre donne, per una vita mondana fatta di droga party, lustrini e pailllettes o è stato preso nel terribile ingranaggio dello star system che tutto stritola e distrugge, come mille volte è accaduto a Hollywood con altri. Forse era troppo debole per sopportare i ritmi e gli stimoli dell'industria cinematografica americana, nella fama improvvisa, nei frenetici ritmi entrando nel tunnel della droga in maniera pesante e fatale. Per questo gli è stato negato di vedere la figlia che adorava ed è entrato in depressione profonda.

Non conoscendo molto di lui, potrebbe essere successo tutto e il contrario di tutto.

Tutto potrebbe essere vero ho pensato, ma una parte di verità potrebbe non rivelarsi mai. Ho allora iniziato a ripensare a "Brokeback mountain", il film per il quale sarà ricordato, e mi sono detto che forse potrebbe essere il suo testamento biografico! Perchè no? E non è solo che "mi piace pensarla così". Molti aspetti della sua vita privata non si discostano molto dalla storia del film. Michelle Williams è stata la moglie e madre dei suoi figli anche nel film. Come nel film Heath nella vita era un tipo rude, maschio, virile ma, soprattutto negli sguardi, dolce, tenero e forse debole. Certamente sensibile altrimenti non sarebbe entrato nel tunnel della droga. Anche se molti lo negano, consciamente o inconsciamente che sia, ci si droga per dimenticare, per anestetizzare il dolore, per uscire fuori da sè. E' se fosse stato segretamente innamorato del suo amico cowboy del film e non fosse riuscito a vivere apertamente questo sentimento? Perchè escluderlo? E' successo molte volte in passato, vedi il caso dell'insospettabile scipafemmine Rock Houdson...

Tuttavia quei baci e quegli abbracci sono troppo veri per essere pura recitazione! Quegli sguardi, quei mezzi sorrisi di complicità, quelle scene di passione pura tra i due non sono soltanto frutto della maestrìa del regista. C'è qualcosa sotto, eppure la verità non verrà mai a galla. Non sarà, ovviamente, Jake Gyllenhaal a confessarci "I segreti di Brokeback Mountain". Nel film è Heath che perde l'amico, nella vita reale è Jake che perde così brutalmente l'amico. Per sempre.

Prendere una decisione così difficile come dichiarare la propria omosessualità è un ostacolo insormontabile, ancora oggi nel Duemila. Nel campo dello spettacolo poi è impossibile: tutto ruota (forse giustamente) attorno all'idea della coppia eterosessuale/un cuore di panna poichè alla maggior parte del mondo questo interessa, quindi tutta la produzione spettacolare (musica, teatro, cinema, arte in genere) è rivolta alle cosiddette persone "normali". Per una questione, ci risiamo, di sporco denaro. Se un cantante (segretamente gay supponiamo) è l'idolo delle ragazzine non potrà mai dichiarare la propria vera indole: nessuno comprerebbe (ma ne siamo sicuri?) più i suoi cd. Non sarebbe più credibile nel cantare canzoni d'amore rivolte a storie etero nelle quali appunto il pubblico potrebbe immedesimarsi, identificarsi, e tutte le varie proiezioni psicologiche che avvengono in questi casi. Stessa cosa per il cinema. Ma ce lo immaginiamo Raul Bova che si dichiara gay? Il suo pubblico di adoloscenti, soprattutto in questo momento con l'interpretazione nel suo ultimo film di un uomo maturo che si sbatte una ragazzina quasi maggiorenne, lo ripudierebbe del tutto.

Ognuno sceglie grazia al Cielo di scegliere la vita che vuole. Di certo chi si trova in determintati ambienti tanto libero di essere se stesso non è. A qualcuno neanche interessa: è più comodo avere un rapporto etero di facciata ed essere segretamente innamorato di un maschio invece di sbandierarlo ai quattro venti. La verità è che al cinema si può raccontare tutto, anche quello che nella vita reale non può essere raccontato. E lo possono raccontare gli stessi attori che nella realtà sono incatenati. Può essere proprio qui il segreto dell'attore: recitare quel ruolo che nella vita è impossibilitato a vivere.

febbraio 02, 2008

Ravioli "pizzicati"





























I ravioli del "Plin", col pizzico, sono tipici piemontesi e si preparano col sugo d'arrosto.La difficoltà nasce nel dare forma a questo tipo di pasta che deve essere piccola (troppo comodo farli grandi e volgari!) e pizzicata come una piccola caramella. Ma si impara velocemente, fatta una, fatte tutte.
Ecco la ricetta:
Mirepoix (cipolla, carota, sedano)
1/2 petto di pollo
300 g. arrosto (vena)
200 g. lonza di maiale
200 g. maiale
200 g. salsiccia
Mazzetto aromatico (salvia, rosmarino, alloro)
NB: Nel preparare il ripieno, mettendo tutti gli ingredienti in una casseruola, ricordarsi di bagnare copiosamente con vino bianco e brodo in modo che ci sia tanto sughetto da filtrare e addensare con un po' di farina per ottenere il famosissimo "sugo d'arrosto". In questo modo i "plin" sono favola! E lo dico io che manco sono piemontese...Vabbè, la prossima volta farò la foto alle orecchiette pugliesi e ve le post! Volendo si possono condire anche con burro e salvia...o come zoca vi pare e piace! Stay tuned. Biagio